Dogo Argentino >>
Dogo Argentino  


Standard di razza

BREVE STORIA DELLA RAZZA

Razza creata, con passione, capacità, intuito e corazòn, dal Dr. Antonio Nores Martinez (medico chirurgo e profondo conoscitore di genetica) nella P.cia di Cordoba e continuata dal fratello, Dr.Agustin Nores Martinez (Giurista) dal 1956 a Esquel, nella regione del Chubut (Patagonia), dopo la morte di Antonio, ucciso e derubato durante una battuta di caccia.
Selezionato in funzione della caccia al cinghiale e a tutto il selvatico alla sua portata, veniva utilizzato anche contro il puma.
Le razze utilizzate sono state dieci, ( perro de pelea cordobes, mastino spagnolo, bull terrier, boxer, pointer, alano arlecchino, dogue de bordeaux, buldog inglese, levriero irlandese, mastino dei pirenei ) ma il perro de pelea cordobes è stato il maggior artefice della creazione della razza dogo argentino, le altre nove razze hanno contribuito solo in parte e a volte del tutto marginalmente.
Primo standard redatto nel 1928, pubblicato nel 1947 dalla rivista Diana, riconosciuto dalla FCA nel 21/5/1964 e definitiva-mente dalla FCI il 31/7/1973 con registrazione al n. 292.
Standard che per quasi 70 anni è rimasto tale e quale a quello stilato nel 1928 (a parte qualche aggiunta) quasi fosse una reliquia, tanto che nessuno, fino ad oggi, ha mai osato porre mano, per chiarire alcuni aspetti che risultano, ai meno esperti, ancora poco comprensibili.
inizio pagina >>

IL DOGO IN ITALIA
Il primo profondo conoscitore italiano della razza è stato il professore di Antropologia, Etnologia e Genetica dell'Università di Torino, Dr.Alfredo Sacchetti, che analizzò scientificamente lo stato di stabilità genetica della razza giunta alla 13ma generazione, presso l'Università di Cordoba.
Studio scientifico che fece parte della documentazione a corredo per il riconoscimento della razza. (1964)
Nei primi anni 70 il dogo apparve in Italia, ma, tenendo conto dei tempi (anni di piombo) e del suo "primo impiego", entrò sicuramente col "piede sbagliato". Per fortuna, in questi ultimissimi anni la situazione è cambiata e le persone che si avvicinano a questa razza non sono più quelle che, del dogo, apprezzavano solo la indomita combattività.
In Argentina, per il cacciatore, il dogo rappresentava tutto: la passione, l'indomito coraggio, la destrezza, la forza, la lotta cruenta, il vivere grandi giornate di caccia, gustando sapori primordiali di rara intensità emotiva. In Italia (e in molti paesi occidentali) il dogo ha trovato altri impieghi, diversi da quelli per cui è stato creato. Ma il fascino e il rispetto che desta questa razza, in molti casi sono rimasti immutati. Trovare il giusto compromesso tra i vari indirizzi di pensiero sull'utilizzo del dogo (caccia, guardia, difesa, compagnia....), rispettando le motivazioni etico/storiche di chi ha creato la razza e di chi ha vissuto per essa, sarà il banco di prova che unirà o dividerà gli appassionati e allevatori italiani in un prossimo futuro.
inizio pagina >>

LO STANDARD
F.C.I. n. 292 del 31/7/1973

TESTA:
(fondamentale in tutte le razze, ma vitale per il dogo);
inizio pagina >>

CRANIO:
Massiccio, convesso nella parte anteroposteriore e trasversale per il rilievo dei muscoli masticatori e della nuca;
inizio pagina >>

MUSO:
Della stessa lunghezza del cranio, misurato dalla linea che unisce le due apofisi orbitali ( circa a metà dello stop) con linea superiore leggermente concava che termina con un tartufo fortemente pigmentato di nero e un leggero stop in punta, narici ampie.
inizio pagina >>

OCCHI:
Oscuri o di color avellana, palpebre di buon spessore, bordi neri o chiari, forma a mandorla; la separazione tra gli occhi deve essere grande, sguardo vivo, intelligente e, in attenzione di marcata durezza.
inizio pagina >>

MASCELLE:
Poderose che chiudono a forbice o tenaglia, senza alcun prognatismo, con grandi canini che si incrociano fortemente nella presa, denti privi di carie. L'assenza di oltre due premolari è penalizzata.
inizio pagina >>

ORECCHIE:
attaccate alte,tagliate o integre.
inizio pagina >>

LABBRA:
Arderenti, tese e pigmentate di nero, con commensura labiale.
inizio pagina >>

COLLO:
Grosso,arcuato,di buona lunghezza, pelle di spessore, elastica, con leggera giogaia non pendente.
inizio pagina >>

TORACE:
Ampio, profondo fino ai gomiti.
inizio pagina >>

SPALLA:
Alta, forte con grandi rilievi muscolari.
inizio pagina >>

LINEA DORSALE:
Alta alla spalla e inclinata con soave pendenza fino all'anca. Quando il soggetto è adulto e i rilievi muscolari del garrese e della groppa sono ben sviluppati pare insellato e lungo la colonna presenta un piccolo canale dovuto al rilievo dei muscoli spinali.
CODA:
Lunga, grossa, scende diritta con naturalezza fino al garretto.
inizio pagina >>

ARTI:
Anteriori diritti e di buone dimensioni, con piede raccolto e plantari carnosi con pelle grossa e ruvida; posteriori con coscie muscolose, garretti corti e mediamente angolati, dita chiuse e privi di speroni.
inizio pagina >>

ALTEZZA E PESO:
Lo standard recita: altezza 60-65 e peso 40-45; praticamente (senza dilungarci) si considera l'altezza per i maschi da 63-68 e per le femmine 60-65 con tolleranza di qualche cm. in più; si dovrà essere inflessibili per la minima (sotto i 60 squalifica sia maschio che femmina) peso in base all'altezza.
inizio pagina >>

MANTO:
Completamente bianco, corto; ammessa una macchia nera di modeste dimensione sulla testa. Le macchie della pelle sono ammesse e aumentano con l'età; grave l'assenza di tali macchie che, se accompagnata anche da depigmentazione del tartufo e del labbro, porterebbe all'albinismo, con gravissimi problemi.
inizio pagina >>

MOVIMENTO:
Passo felino, buon allungo dell'anteriore e potente propulsione del posteriore, il passo deve coprire molto terreno, mai corto alla boxer o raccolto da levriero;durante il movimento il posteriore rasenta, quasi a toccare, il terreno; nella corsa sviluppa tutta la sua potenza; l'ambio è difetto.
inizio pagina >>

MOTIVI DI QUALIFICA:
Occhio celeste, sordità, prognatismo, labbro pendulo, tartufo depigmentato, monorchidismo, più macchie di pelo sulla testa e sul corpo, taglia sotto i 60 cm., testa non corretta e totale sproporzione fisica.
inizio pagina >>

DIFETTI FREQUENTEMENTE RISCONTRATI:
teste non tipiche, musi deboli, a punta, assi cranio/facciali divergenti; tartufi piccoli; occhi chiari, gialli, rotondi, vicini, lacrimazione eccessiva dovuta ad entropion; ossature insufficienti; linee superiori cedevoli, cifotiche o discendenti; linee inferiori levrettate; groppe con angolazione troppo chiuse; code di poca sostanza, a manico di ombrello, attaccatura bassa; movimenti atipici: passo corto, lipizzano; criptorchidismo;
Chiaramente tutto quanto detto riguarda solo la morfologia del dogo e alcuni passaggi sono solo indicazioni per gli addetti ai lavori.

inizio pagina >>

Cucciolate

Presso il nostro allevamento potrete trovare cucciolate dalle migliori linee di sangue di lavoro e di bellezza.

inizio pagina >>